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Harry Potter e la Pietra Filosofale: curiosità tra pagine e trasposizione cinematografica

Harry Potter è un fenomeno letterale planetario con numeri da paura, pensate che se tutti i libri di Harry Potter venduti fino ad ora fossero messi in fila lungo l’equatore, farebbero 16 giri della Terra. Impressionante, non trovate? In questo primo incontro, dunque, non ci soffermeremo sulla trama di uno dei libri più letti al mondo (se non lo avete ancora fatto cosa aspettate balbettante bambocciona banda di babbuini?! Cit McGranitt) ma sulle particolarissime curiosità che ritroviamo tra pagine e trasposizione cinematografica.

Harry Potter e la Pietra filosofale è stato stampato la prima volta il 26 giugno 1997, e la prima stampa contava solo 500 copie. Dalla prima pubblicazione è stato tradotto in oltre 70 lingue diverse, compreso il latino e il greco antico. Nel 2002, è uscito in Cina un quinto romanzo non autorizzato dal titolo Harry Potter e Bao Zoulong, una riscrittura del libro di J.R.R. Tolkein “Lo Hobbit”, con i nomi dei personaggi di Harry Potter al posto di quelli originari. Tra gli altri sequel non autorizzati ricordiamo Harry Potter e il vaso di cristallo e Harry Potter e la tartaruga d’oro in Cina, e l’indiano Harry Potter a Calcutta. Sempre i soliti questi asiatici!  Negli Stati Uniti, invece, il libro è stato pubblicato con un altro titolo: “Sorcerer’s Stone” (tradotto: “Pietra dello stregone”).
Sembra che “Harry Potter” sia stato scritto da Zia Rowling per necessità: dopo la nascita della prima figlia, era un modo, così ha dichiarato, per contribuire alle spese per le bollette del gas. L’idea le viene nel 1990 in un viaggio in treno tra Manchester e Londra e, mettendo da parte la scrittura di un altro libro, lavorerà sul primo capitolo della saga per ben 6 anni. Tuttavia lo script di Harry Potter e la Pietra Filosofale è stato rifiutato 12 volte prima che venisse finalmente pubblicato e la Rowling deve ringraziare Alice Newton, la figlia di 8 anni del direttore della Bloomsbury Publishing, che lesse “La pietra filosofale” prima ancora che ne venisse decisa la pubblicazione e lo definì “meglio di qualsiasi altra cosa”.
Il libro è stato pubblicato con il nome “JK Rowling”, come le fu chiesto alla prima presentazione, per tenere nascosto il genere dell’autrice pensando che il pubblico sarebbe stato per lo più maschile. Il suo nome vero, infatti, non ha nessuna K che è invece l’iniziale del nome di suo nonno.
La scelta del cognome “Potter” non è un caso, durante la sua infanzia la Rowling visse vicino Bristol dove strinse amicizia con due fratelli Potter, cognome che ha sempre preferito al proprio, il quale veniva spesso modificato in “rolling pin” (tradotto: mattarello).
Del resto i nomi hanno un ruolo fondamentale per zia Rowling come per esempio “Dumbledore“, il nome inglese di Silente, vecchia parola che significava “bombo”, un insetto della famiglia delle api. JK Rowling ha affermato di aver scelto questo nome per il personaggio perché lo immaginava mentre parlava da solo, emettendo quasi un ronzio tra i suoi pensieri. Anche per Voldemort la natura è la stessa: è un composto francese che significa letteralmente “Volo della morte“ per richiamare il particolare rapporto che Tom Riddle ha con la morte.
Ritornando a Potter, Harry ha un tratto in comune con la sua “madre letterale”: entrambi sono nati il 31 luglio. Per sugellare questo rapporto particolare era stato offerto a J.K. Rowling stessa un cameo nel film per interpretare la madre di Harry, Lily, che appare nello specchio delle Brame ma la scrittrice rifiutò e il ruolo venne dato a Geraldine Somerville.

Arriviamo, dunque, alla trasposizione cinematografica. Al momento delle riprese erano stati scritti solo quattro libri, così la Rowling divenne consulente creativo per assicurarsi che il film non smentisse i suoi piani per il resto della saga. Per questo la scrittrice rivelò elementi della trama su Piton ad Alan Rickman tra cui l’amore di Severus per Lily Evans.
La ricerca del regista non fu facile e la WB aveva considerato anche Steven Spielberg.  L’idea iniziale era quella di creare una serie animata che unisse tutti i libri, tuttavia il presidente della WB insistette per il live action, per fortuna!
Il regista di “Harry Potter e La Pietra Filosofale” fu quindi Chris Columbus che si occupò però soltanto dei primi due capitoli della saga affermando di esserne stato “consumato”.
J.K. Rowling espresse chiaramente che il cast di tutto “Harry Potter e la pietra filosofale” e della saga in generale fosse composta da attori britannici e che ci fosse una sua ultima approvazione alla sceneggiatura.

Per il ruolo del protagonista, Daniel Radcliffe ha fatto l’audizione in seguito ad un viaggio con il padre e il suo amico David Heyman, produttore del film in questione, durante il quale quest’ultimo ha immediatamente organizzato un provino. Daniel ha ricevuto la notizia di essere ufficialmente parte del cast mentre era in bagno dal padre che aveva risposto al telefono, quella notte il giovane attore si è svegliato alle due di mattina convinto che fosse stato soltanto un sogno. Inizialmente Daniel Radcliffe avrebbe dovuto indossare delle lenti a contatto di colore verde per assomigliare di più al personaggio ma l’attore ha dovuto sopportare una forte reazione allergica e quindi non ha più potuto indossarle: “Hai gli occhi di tua madre” è la battuta più inappropriata della saga! Inoltre Daniel ha dovuto sopportare anche gli occhiali da vista che hanno causato una reazione cutanea e ha distrutto durante la registrazione dei film tra le 60 e le 70 bacchette nel tentativo di usarle in modo convincente. Forse avrebbe fatto meno danni Tom Felton che è stato provinato sia per il ruolo di Harry Potter che per quello di Ron Wesley, tuttavia si è preferito attribuirgli quello Draco Malfoy che ha reso egregiamente.
Rupert Grint , invece, ha deciso di partecipare al casting per il ruolo di Ron Wesleay dopo aver letto un annuncio su Newsround e nel suo video per audizione ha proposto un breve rap riguardante il suo grande desiderio di far parte del film.
Emma Watson ha conquistato la parte di Hermione Granger durante l’audizione avvenuta nella sua scuola nell’Oxfordshire ed ha ottenuto la parte dopo che Heyman e la Rowling furono rimasti impressionati dalla sua sicurezza nel corso delle prove. In un tentativo di rimanere il più fedele possibile ai libri, erano stati dati alla Watson dei denti finti per renderla più simile a Hermione ma Emma trovò troppa difficoltà a parlare.

L’autrice J.K. Rowling, vedendo i tre giovani attori assieme, disse che tutti e tre erano eccessivamente di bell’aspetto per le loro parti. Per la loro età gli attori potevano stare sul set soltanto per nove al giorno e avevano diritto assoluto ad un’ora di pausa pranzo più 15 minuti d’interruzione delle riprese ogni ora. Mentre la maggior parte dei film non sono stati girati in ordine cronologico, Columbus decise di filmare molte scene de “La Pietra filosofale” a partire dall’inizio per aiutare i tre a conoscersi con poche eccezioni come la partita di Quidditch, per le elevate quantità di effetti speciali, e l’ultima scena del film che è stata girata durante il primo giorno di riprese.
L’unico attore per cui la Rowling non ha voluto ascoltare alcun commento, tanto da interrompere il contratto con la WB in assenza, è stato Robbie Coltrane per il ruolo di Hagrid, personaggio ispirato a uno degli Hell’s Angel, club di motociclisti, che l’autrice conobbe di persona.

Quando lo scenografo Stuart Craig chiese alla Rowling informazioni sulla conformazione del castello di Hogwarts l’autrice disegnò una mappa su di un foglio A4, utilizzato per tutti i film. All’interno di “Harry Potter e la pietra filosofale” sono stati utilizzati diversi palazzi per riprendere il castello di Hogwarts.
La principale è stata la Cattedrale di Gloucester, a cui si sono aggiunte quella di Durham e le abbazie di Lacock e Whitby, in particolare per la Sala Grande di Hogwarts è stata usata la sala da cena della Christ Church dell’Università di Oxford di dimensioni nettamente inferiori a quelle riportate nel film. Una curiosità particolare riguarda le candele galleggianti della Sala Grande che tanti abbiamo ammirato: queste sono state create con gli effetti speciali di un impianto che faceva muovere le candele su e giù da supporti speciali che creano l’illusione che siano galleggianti. Questo impianto è stato poi abolito nel sequel dopo che uno dei fili fece cadere una candela. Per fortuna nessuno rimase ferito, ma venne deciso che le candele sarebbero state generate del tutto a computer. Altro effetto speciale riguarda le scale (a cui piace cambiare, diceva Percy) che erano tutte fatte al computer tranne una, questo vale anche per la maggior parte dei gufi presenti all’interno della pellicola.
Uno dei luoghi più magici della saga che appare per la prima volta in “La Pietra Filosofale” è la Piattaforma 9 ¾ che, udite udite, non è davvero tra le piattaforme 9 e 10 di King’s Cross che sono situate in una zona piuttosto banale della stazione, mentre l’area vista nel film è quella che si trova tra la piattaforma 4 e 5. Tuttavia, a King’s Cross, il carrello con bagagli che sembra attraversare la parete dove molti fans fanno foto è effettivamente vicino al binario 10.

Queste sono solo alcune delle tante sfaccettature del mondo di Harry Potter, un mondo che non smette mai di sorprenderci e farci sognare. La pietra filosofare è solo l’incipit di una storia che si svela ad ogni pagina seguendo un filo logico che, per la grandiosa bravura di J.K. Rowling, parte dal primo capitolo della saga fino alla fine. Harry, il bambino orfano di 11 anni che vive con gli zii materni e che scopre di essere un mago, proprio come il lettore scopre di volta in volta il passato scomodo e ingombrante del “bambino che è sopravvissuto”, la morte dei suoi genitori per mano di un mago oscuro in fin di vita nel tentativo di ucciderlo. In un’intervista del 2006, la Rowling dichiarò che “Lo specchio delle brame” era il suo capitolo preferito del primo libro, e uno dei suoi preferiti dell’intera serie. Proprio con uno dei passi più belli di questo capitolo vi lascio e vi invito alle prossime introvabili curiosità su Harry Potter e La Camera dei Segreti.

“Domani, lo Specchio delle Brame verrà portato in una nuova dimora, Harry, e io ti chiedo di non cercarlo mai più. Se mai ti ci imbatterai di nuovo, sarai preparato. Ricorda: non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere. E ora, perché non ti rimetti addosso quel meraviglioso mantello e non te ne torni a letto?”
Cap 12, Harry Potter e la Pietra Filosofale

Nella Sepe

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