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L'arte ci rende immortali

ESCLUSIVA – Bianca Nappi Uno scambio autentico fra attori e regista permette la nascita di qualcosa di buono”

Ai microfoni di Menti Sommerse abbiamo oggi Bianca Nappi.

La popolare attrice pugliese (che si divide proficuamente tra cinema, teatro e televisione), rivela un carattere vivace e pimpante. Estremamente educata nei modi, comunica con lo sguardo, il suo punto di forza.

 

Un piccolo momento introspettivo: chi è Bianca Nappi?

E’ sempre molto difficile parlare di se stessi e spesso, involontariamente, si finisce per “santificarsi” senza ragione! Posso dirti però chi vorrei diventare: un essere umano consapevole e un’artista completa.

 

Ma perché, non lo sei già? Mi verrebbe da chiederle. Tanti anni di lavoro alle spalle ti hanno reso un’attrice straordinaria … ma a te, tutto ciò, non basta. Superare i tuoi limiti, migliorarti, è uno scopo che ti sei prefissata.

Quando nasce l’amore per la recitazione?

(Ci pensa su) Fin da piccola. I comportamenti e le relazioni umane sono e rimangono una delle cose che mi affascinano di più. La passione per il cinema, la letteratura e il teatro poi hanno fatto il resto.

 

Una tripletta d’eccezione con Ferzan Ozpetek … quanto è importante l’empatia tra regista ed attori per la buona riuscita di un progetto?

Credo sia la chiave di tutto: la sintonia fra attore e regista, a mio parere, viene ancor prima della bravura e sicuramente influenza moltissimo il risultato di una performance. Un attore è e resta sempre uno strumento nelle mani del regista. Solo uno scambio autentico e attivo fra i due permette la nascita di qualcosa di buono.

 

Lavori sia in produzioni ad alto budget, sia in progetti indipendenti. Quali sono, a tuo giudizio, i pregi e i limiti delle produzioni indie?

Le produzioni indie sono sempre una scommessa, da un punto di vista artistico e umano; spesso sono anche teatro di belle sperimentazioni, ma anche di errori … Il pregio di una produzione indipendente è sicuramente la libertà, sempre. Il limite è la difficoltà di arrivare ad un grande pubblico, anche quando il prodotto lo meriterebbe.                    

 

A proposito di produzioni indipendenti … ti va di parlarci di La mia famiglia a soqquadro?

La mia famiglia a soqquadro mi ha dato la splendida occasione di essere la protagonista di una commedia delicata che affronta con leggerezza il tema delle separazioni e delle conseguenze che queste hanno sui figli. Ho amato molto il mio personaggio: quello di una donna “comune” che rivoluziona la sua vita. Conservo un bellissimo ricordo della troupe e del cast.

 

Hai donato la tua professionalità alla televisione in diversi lavori di successo. Qual è la tua idea del mezzo catodico? In genere, gli attori di teatro tendono ad essere “puristi” …

Sono un’attrice e credo che chiudersi nell’aggettivo “teatrale” sia una grande sciocchezza! Il mio lavoro è fatto di sperimentazione, di cambiamento; se la televisione offre quest’opportunità, ne sono solo felice. Mi è capitato di partecipare ad alcuni bellissimi progetti televisivi, come la serie Sirene, che mi ha regalato tanto, anche da un punto di vista artistico.

 

Qual è lo spettacolo teatrale che ti porti maggiormente nel cuore?

Ricordo con particolare affetto “Re(l)azioni”, un monologo che ho portato in giro per molto tempo, forse perché affrontare un pubblico diverso ogni sera, da sola, ti mette alla prova in maniera totale. Ma anche “Tante facce nella memoria” di Francesca Comencini, con cui sarò in scena a marzo al teatro India di Roma, ha un posto specialissimo nel mio cuore!

 

L’anima teatrale di Bianca Nappi è intima, viscerale, passionale. Ma, al tempo stesso, ironica, graffiante, esuberante. Mille sfaccettature differenti … un inusuale caleidoscopio da analizzare ed ammirare, generoso nell’offrire ogni volta nuove sfumature.

Cinema, teatro, televisione … qual è la location più affine a Bianca Nappi?

Come dicevamo prima … ovunque ci sia la possibilità di dar vita ad un personaggio interessante e ovunque ci sia l’occasione di lavorare con un regista intelligente e con delle belle idee.

 

Domanda multipla: ultimo film visto al cinema, ultimo cd acquistato, ultimo libro letto, ultimo spettacolo teatrale al quale hai assistito.

Ho visto da poco “Morto Stalin, se ne fa un altro”, una commedia esilarante che gioca sugli orrori della dittatura; l’ultimo libro letto è ” Scherzetto”, di un autore a me molto caro, Domenico Starnone, che consiglio a tutti di leggere. Musica ne acquisto poca ahimè, mentre ieri ho visto a teatro “Das kafee haus” per la regia di Veronica Cruciani, una regista che apprezzo molto.

 

Il 2018 è appena iniziato: cosa si attende Bianca Nappi dal nuovo anno?

Confido in un anno costruttivo, da tutti i punti vista. Mi piacerebbe che ci fosse meno violenza nelle nostre città e più fiducia nei rapporti umani… Chiedo troppo secondo te? (Sorride).

 

E adesso concludiamo con un omaggio a Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta

Come credo rispose Valeria Marini a Marzullo… Fatto!

 

L’intervista termina così: in apparente leggerezza. In netto contrasto con i colori della nostra conversazione. Eppure, a ben pensarci, l’ironia non è il modo migliore per affrontare la vita e per riuscire a preservarsi, senza correre il rischio di perdere coscienza del proprio essere?

Bianca Nappi ha un approccio tutto suo, che segue e applica, in piena libertà.

Solo così facendo continua ad essere, meravigliosamente, se stessa …

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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