ESCLUSIVA-Valentina Lattanzio “Se sei alla portata di tutti, non sei alla portata di nessuno …”

Ci incontriamo nei pressi di via Chiaia, una delle strade più belle di Napoli. Valentina Lattanzio mi compare di improvviso davanti agli occhi, carica carica di buste e pacchetti. “Adoro fare shopping!” esordisce “Ho preso dei nuovi jeans e un paio di scarpe. Poi, ovviamente, sono passata un attimo alla Feltrinelli per alcuni libri che voglio leggere”. Lo dice così: tutto d’un fiato. Capelli biondo chiari, un fisico longilineo ed aggraziato ed un bel sorriso sulle labbra. Valentina è la quintessenza delle ragazze della sua età: pimpante, spontanea, vivace. Camminiamo a passo spedito ed iniziamo a chiacchierare liberamente. E’ la prima volta che la incontro, ma si comporta come se ci conoscessimo da anni. Mi dice di essere abituata a interagire con le persone, ma le interviste la innervosiscono un po’. Questo spiega la sua adorabile parlantina, il modo migliore per scaricare la tensione.

Durante la nostra conversazione, tende quasi a minimizzare il suo talento. Non una furba trovata per apparire più umana: è solo dotata di una fortissima dose di autocritica, che le permette di affrontare la vita in maniera pragmatica, razionale.

La prima domanda nasce spontanea: chi è Valentina Lattanzio?

(Strabuzza gli occhi) Ecco … già mi metti in difficoltà: sembra una domanda banale, ma è davvero difficile parlare di te stesso. Allora …. Valentina Lattanzio è una persona tragicomica. Alterno dei momenti in cui a prevalere è la tragicità ad altri in cui primeggia il mio lato più ironico. In realtà, come spesso accade alle persone vivaci, tendo a celare la mia parte più musona dietro ad un sorriso. Gioco spesso, persino con i lati ombrosi del mio carattere.

Nella vita di tutti i giorni, invece, sono una commessa.

 

Una duplice forma di sé. Una contrapposizione stuzzicante. Eppure … quegli occhi così profondi non si possono nascondere, neppure volendolo.

Quando nasce l’amore per la scrittura?

(Sorride) Sai che nessuno mi aveva ancora fatto questa domanda? (La guardo stupito) Giuro! Eppure per me è fondamentale parlare del mio amore per i libri! Ho iniziato con l’amore per la lettura, che si è trasformato poi in voglia di scrivere. Non so spiegarti: forse è stato un mio desiderio, oppure mi ha spinto mia madre o, ancora, è stata un’empatia … mi sono ritrovata a leggere opere di scrittori straordinari: Angelo Petrosini, Bianca Pitzorno, Susanna Tamaro … i loro libri mi hanno aperto il cuore e l’anima. L’aver letto libri di autori ironici, mi ha aiutato a tirare fuori questo lato mio più graffiante, che considero una “dote”, una capacità, ecco.

Da piccolina scrivevo temi, racconti, fumetti … un po’ di tutto! Inizialmente, lo facevo solo per me, poi è arrivata la fase della scuola e, anche lì, ho avuto sempre riscontri molto positivi.

 

Ci parli del tuo primo romanzo, “Che Dio me la mandi bona”?

E’ una commedia in salsa lesbica. Il mio scopo era quello di “normalizzare” la vita omosessuale da un punto di vista femminile. Credo che libri che affrontano questo universo in maniera ironica, scanzonata, divertente ce ne siano pochissimi. In compenso ci sono tanti lesbodrammi della serie “Mi taglio le vene” (ridiamo). In altri casi, invece, si tende a parlare dell’argomento, ma in maniera velata, nascosta, quasi come se ci fosse un’aria di mistero. Stavolta ho voluto parlare di lesbismo come si affrontano le storie eterosessuali. E’ un romanzo che parla di amore, di amicizia. Non vuole incupire il lettore: offre argomenti di discussione, senza sfociare necessariamente nel dolore. Volevo ripulire il tutto da ogni preconcetto.

 

Chloe, Guenda, Beatrice e Stella sono le quattro protagoniste della vicenda. Quattro identità a sé stanti. Ho apprezzato tanto la tua capacità di evitare ogni classico luogo comune legato alla realtà LGBT …

E’ una giusta osservazione, la tua. Le lesbiche non sono figure mitologiche con mille occhi e trentaquattro bocche (scoppia a ridere). Ho voluto donare un’identità alle quattro protagoniste, ricordando al lettore che, prima di tutto, sono donne. Ognuna con i propri sentimenti, le proprie emozioni, il proprio carattere, la propria indole … questo a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Chloe è la sognatrice del gruppo, ricca di buoni sentimenti. Un po’ con la testa sulle nuvole.

Guenda è precaria sia nella vita sentimentale sia in quella lavorativa.

Beatrice è catechista, è un’insegnante di sostegno. Beve camomilla, non si droga, non fuma … tutto l’opposto di quello che si potrebbe attendere da una lesbica, in pratica!

Stella, infine, è la mascolina del gruppo! Ama le eterosessuali e ha un animo dannato.

Sono legate da una profonda amicizia che, nel libro, verrà messa alla prova.

 

Hai scelto l’approccio della commedia per raccontare una storia che, come la vita, nasconde piccoli momenti di amarezza. Qual è la tua idea dell’entertainment? Non credi che si tenda, spesso, a sottovalutarlo, facendo di tutta l’erba un fascio?

Sottoscrivo: l’ironia ci salverà! Vivere le cose con negatività mi abbatte e mi annoia, sono sincera.

Poi, ovviamente, è necessaria l’originalità: il modo di fare spettacolo, al giorno d’oggi, credo sia piuttosto mediocre. Non mi atteggio certo ad esperta, è chiaro, ma l’ironia pungente io non la trovo sempre. Spesso viene confusa, erroneamente, con il cinismo fine a se stesso.

Come tale, invece, è una forma di comunicazione che non dovrebbe arrivare a tutti … se sei alla portata di tutti, non sei alla portata di nessuno …

 

La risposta alla mia domanda termina con un’affermazione che mi rimane dentro. Quanta ricerca fa davvero, chi basa il suo successo sull’ironia, al giorno d’oggi? Molti vivono di leggera (e, perciò, effimera) popolarità, basandosi su una mera serie di giochetti di parole, classici e noiosi tormentoni che durano un’estate. Terminano con la chiusura dell’ultima fila di ombrelloni sulla spiaggia. Rimanere, lasciare qualcosa richiede un percorso più complesso, più profondo.

Valentina Lattanzio, quella strada, la sta seguendo.

Io mi occupo di cinema. Se, un giorno, ti proponessero di trasformare in film questa storia, quali attrici vorresti nel ruolo delle quattro protagoniste?

Per Stella assolutamente Ruby Rose. So che è il sogno erotico di molte, non il mio lo ammetto.

Per Beatrice, visto che nel libro viene chiamata Mrs Parodi, sarebbe divertente se venisse interpretata da Benedetta Parodi.

Per Guenda (ci pensa su) … allora: ho amato il film “Tutta colpa di Freud”. In particolar modo, mi è piaciuta tantissimo Anna Foglietta.

Per Chloe sai che non ho idea? Facciamo così: lascio a te la possibilità di scegliere, ok? Sai (tornando immediatamente seria) quando ti affezioni troppo ad un personaggio, hai sempre l’idea che nessuno sia veramente adatto ad interpretarlo. E’ come se si corresse il rischio di … rovinarlo.

 

Come si è trovata Valentina Lattanzio a collaborare con la Milena edizioni, che si è occupata anche della distribuzione del romanzo?

Premetto che io non sono fatta per le sviolinate. Quindi, quando faccio un complimento, è davvero sentito: non mi sarei mai immaginata una collaborazione di questo tipo! Sono un’esordiente, eppure sono stata trattata con il massimo rispetto. Lo ribadisco sempre: non mi è stato chiesto un centesimo per la pubblicazione del romanzo. Milena edizioni ha deciso di puntare ed investire su di me e lo ha fatto nel migliore dei modi, dandomi un servizio di editing eccellente. Anche l’aspetto grafico mi ha colpito: la copertina mi ha conquistato. Guarda, se avessi visto il disegno orripilante che avevo creato … (ride di gusto). Mi è stato chiesto che idea avessi in mente e hanno tenuto in considerazione il mio pensiero. Sono stata seguita nel migliore dei modi sia nella distribuzione sia durante le presentazioni.

 

Domanda multipla: ultimo film visto al cinema, ultimo cd acquistato, ultimo libro letto, ultimo spettacolo teatrale al quale hai assistito.

Spero di non dimenticarmi nulla, ho la memoria di un baco da seta (sghignazziamo). Film “Assassinio sull’Orient Express”; l’ho trovato incantevole. I libri li divoro, soprattutto i thriller psicologici. L’ultimo che ho letto è “Ogni singola bugia” di Alice Feeney. Un esordio letterario magistrale. Oggi ho iniziato “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins. Sono molto curiosa perché “La ragazza del treno mi è piaciuto tanto. Non compro cd, ascolto tantissima musica su Spotify e Youtube. Per ciò che concerne il teatro … “Il gobbo di Notre Dame”. Vorrei andarci più spesso, sono sincera. Sono una fan sfegatata di Eduardo De Filippo e Pupella Maggio, che non posso godermi dal vivo, ma solo attraverso le riprese del passato. Se fossero ancora vivi, andrei a teatro ogni fine settimana.

 

Cosa dobbiamo attenderci da Valentina Lattanzio nell’imminente futuro?

Eh, a saperlo! So di essere un personaggio volubile. Vorrei semplicemente continuare a scrivere, a tempo pieno. Mi piacerebbe che la scrittura fosse una costante nella mia vita. E’ un mondo che mi dà stimoli positivi e mi ha permesso di conoscere bellissime persone sia tra i lettori sia tra colleghi scrittori, durante le presentazioni!

 

E adesso è tempo di una marzullata: Valentina Lattanzio fatti una domanda e datti una risposta

Che Dio me la mandi bona diventerà un acclamato bestseller? Assolutamente sì!

Iniziamo questo 2018 con un po’ di grinta e positività! (Ride).

 

Sicuramente sarà un successo! Il pubblico sa riconoscere chi è vero, spontaneo. Ci vogliono fare apparire come una serie omologata di automi, privi di personalità e acume. Siamo obbligati a farci piacere tutto ciò che ci viene propinato, come se non avessimo spina dorsale.

Ma non è così, lo sappiamo bene.

Continua la tua ricerca, Valentina Lattanzio, fallo con un sorriso che (almeno per un attimo) ti permetta di nascondere quella stridente malinconia che ho filtrato nel tuo sguardo.

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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