ESCLUSIVA-Max Nardari “Trasmettere al pubblico delle emozioni con un tono leggero è fondamentale”

In occasione della proiezione del film “La mia famiglia a soqquadro” al Duel Village di Caserta il 17 gennaio, raggiungo telefonicamente Max Nardari. Vivace e di grande socievolezza, risponde ad ogni domanda con molta ironia, completamente rilassato.

 

La prima domanda nasce spontanea: chi è Max Nardari?

Max Nardari è una persona creativa che, sin da ragazzo, scriveva le sue prime canzoni e, parallelamente, iniziava a dirigere film amatoriali, con l’ausilio di proiettore e diapositive e audio su supporto magnetico. Dopo la laurea al DAMS ho seguito la strada della musica: per sei, sette anni ho suonato e cantato dal vivo, arrivando anche a comporre brani per artisti molto famosi come Raf (“Ouch” che dà il titolo all’album del 2004 N.d.R.) e Paola e Chiara. Ho collaborato con Fabrizio Moro e Simonetta Spiri, ex concorrente di Amici di Maria. Dopo la fase dei videoclip, sono arrivati diversi cortometraggi e, infine, i film veri e propri.

 

Max, quando nasce l’amore per il cinema?

Sicuramente durante il periodo universitario. Mi ero iscritto al DAMS con indirizzo spettacolo. Studiavamo opere di registi straordinari quali Fassbinder e Wenders, ma io ero orientato verso un mondo più pop. Mi innamorai del cinema di Pedro Almodovar al punto tale da terminare i miei studi con una tesi dedicata alle sue strategie narrative. Una tesi di semiotica, in realtà, ma combaciante con il cinema. Nel tempo, ho avuto la possibilità non solo di conoscere, ma anche di intervistare Almodovar a Madrid. Il suo cinema mi ha ispirato tantissimo.

 

Hai girato un numero consistente di cortometraggi, molti dei quali premiatissimi ed interpretati da attori di successo. Qual è il corto al quale sei più affezionato?

“Lei & l’altra”, senza ombra di dubbio. E’ un corto molto pop, secondo me molto divertente e, soprattutto, ben scritto. Solo in Italia, ha vinto una ventina di premi. Le protagoniste sono Claudia Zanella e Michela Andreozzi. Nel cast anche Giancarlo Magalli ed Elisabetta Ferracini. Vorrei che questo corto diventasse un vero e proprio film, un giorno. I temi trattati in questo progetto sono la fuga di cervelli, le raccomandazioni politiche e la solidarietà femminile.

Porto nel cuore anche “Fede & Fido”, una sorta di fantasy in cui, la protagonista, si innamora del suo cagnolino che, alla fine, si trasforma in principe azzurro.

Fra poco girerò due nuovi corti … saranno sempre legati alla commedia, ma con qualche accento drammatico in più.

 

Esordisci nel lungometraggio con “Di tutti i colori”. Un cast importante, una coproduzione italo/russa. Ti va di parlarci un po’ di questa esperienza?

Dopo vari cortometraggi, ho avuto l’onore di conoscere Pietro Innocenzi, un storico produttore italiano. Pietro ha creduto in me sin da subito. Era in contatto con alcuni produttori russi, che hanno apprezzato un’idea che avevo scritto con Alba Maria Calicchio e Daniele Malavolta e che era alla base, appunto, di “Di tutti i colori”. Il cast è fantastico: Giancarlo Giannini, Nino Frassica, Paolo Conticini, Tosca D’Aquino, Alessandro Borghi …i due protagonisti sono Andrea Preti e Olga Pogodina, un’importantissima attrice russa. Il film è uscito in Russia l’anno scorso, in ben 450 copie. Della distribuzione si è occupata la Paradise. A marzo sono stato invitato lì: una folla enorme … quattromila persone ad attenderci. Il marito di Olga è una figura politica molto prestigiosa.

Il film affronta (anche) il tema dell’omosessualità che, in Russia, è un argomento piuttosto spinoso. Abbiamo rotto un po’ gli schemi.

Dopo il successo nelle sale, “Di tutti i colori” è stato anche venduto a diversi canali televisivi.

 

La tua opera numero due è “Una famiglia a soqquadro”. Il film affronta, con i toni della commedia, un argomento assai attuale: la crisi della famiglia

Sono davvero affezionatissimo a questo film che, tra le altre cose, ho prodotto interamente io con la mia società, la Reset Production. E’ una commedia agrodolce. All’estero ci sta regalando tantissime soddisfazioni: è già stato venduto in Asia.

Anche in questo caso l’idea di partenza è un mio precedente cortometraggio: “Il regalo più bello” del 2009.

 

Anche in questo caso, un cast di grande livello: Bianca Nappi, Marco Cocci, Ninni Bruschetta ed Eleonora Giorgi. Cosa ha colpito questi artisti a decidere di partecipare alla pellicola?

Sì, ne sono orgogliosissimo. Considera che Eleonora Giorgi è tornata sul grande schermo proprio con questo film. Si è innamorata del copione e del personaggio che le è stato affidato: quello di una nonna superstar, che vive in America e lavora nel mondo dello spettacolo, che aggiunge caos e confusione ad una famiglia già di per sé ribaltata, a causa dei guai combinati da Martino, il figlio di Anna e Carlo.

Il film ha un tocco molto delicato, pulito. Con numerosi spunti di riflessione. Ogni commedia che si rispetti, d’altro canto, dovrebbe essere così. Non credi che, al giorno d’oggi, l’arte della commedia sia piuttosto sottovalutata?

Assolutamente sì. Il riso amaro, per me, è basilare. Trasmettere al pubblico delle emozioni, dei messaggi profondi, con un tono leggero è fondamentale.

 

 

Regista, attore, sceneggiatore, compositore … qual è la collocazione più naturale per Max Nardari?

(Scoppia a ridere) mi sono regalato un cameo nel film “La mia famiglia a soqquadro” ma no, il lavoro di attore non fa proprio per me. Anche se, in realtà, molti mi dicono che ho una naturale propensione a stare al centro dell’attenzione. Però mi sento, in primis, regista. Sogno di realizzare un musical, di quelli alla “La la land” per intenderci, così da coniugare le mie due passioni primarie.

 

Il 2018 è appena iniziato. Cosa dobbiamo attenderci da Max Nardari?

Ho grandi aspettative. Voglio mantenermi con i piedi per terra, ma avere anche le ali per volare.

Oltre ai due corti di cui ti parlavo prima, voglio rendere “Lui & l’altro” in forma di lungometraggio. Siamo in trattative con un produttore di Los Angeles per il remake da “La mia famiglia a soqquadro”. Incrociamo le dita!

 

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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