Nuovo anno, nuova vita: i buoni propositi delle grandi menti della storia

Niente ci fa più umani della capacità di cambiare: idea, opinione, direzione, look, vita; e niente ci fa credere di essere capaci di cambiamento più dell’inizio di un nuovo anno. Sarà la ventata di nuove possibilità che si portano dietro dodici mesi nuovi e bianchi come un taccuino nuovo, ma in questo tranello delle buone intenzioni poi difficilmente rispettate, nel corso della storia, ci son caduti proprio tutti. E se ora aveste bisogno d’ispirazione per compilare la vostra lista di buoni propositi dell’ultimo minuto, ecco alcune delle risoluzioni delle menti eccellenti più famose della storia.

Jonathan Swift – Per un anno che mi vede più vecchio

Nel 1699, il padre di Gulliver compilò una lista che comprendeva 17 buoni propositi validi per l’anno nuovo e per un paio di quelli avvenire, particolarmente attento a ritrovare nella sua vita umiltà, pazienza e giustizia. Tra questi figuravano:

  • Non sposare una donna giovane.

  • Non stare in compagnia, a meno di non desiderarlo sul serio.

  • Non raccontare la stessa storia ancora ed ancora alle stesse persone.

  • Non dare consigli indesiderati.

Susan Sontag – Una preghiera, più che un proposito

Nel dicembre del 1972, la 39enne scrittrice Susan Sontag annotava sul suo diario: “Gentilezza, gentilezza, gentilezza. Voglio dire una preghiera per l’anno nuovo, più che una risoluzione: prego per avere coraggio”. Più tardi, nel gennaio del 1977, si riprometteva di:

  • Alzarsi prima delle 8 al mattimo (regola da ignorare una volta alla settimana).

  • Scrivere ogni giorno.

  • Dire alla gente di non chiamarmi di prima mattina – o non rispondere al telefono.

  • Rispondere alle lettere una volta alla settimana (forse venerdì?).

Friedrich Nietzsche – Amor fati

Più che un rito annuale di promesse da mantenere, quello che Nietzsche si propone nel dicembre del 1882 è un’aspirazione da portare avanti tutta la vita, di cui il nuovo anno è solo un promemoria: “Oggi ognuno di noi si prende la libertà di dichiarare cosa desidera a si aspetta dall’anno che giunge: ebbene, voglio anche io dire cosa desidero per me stesso e qual è stato il primo pensiero che mi ha attraversato la mente questa mattina – un pensiero che dovrebbe essere la base, la promessa e la gioia di tutta la mia vita futura! Voglio imparare a ricercare la bellezza in tutte le cose. E per questo motivo, devo impegnarmi io stesso ad abbellire ciò che mi circonda: amor fati! Sia il futuro il mio amore! E con la bruttezza, io non voglio averci a che fare. Non voglio fargli nemmeno guerra: semplicemente, insegnerò a me stesso a guardare altrove”.

Marilyn Monroe – Uno sforzo di miglioramento

Pochi anni fa è stato pubblicato Fragments, una raccolta delle fino ad allora inedite poesie di una delle più famose icone mondiali del ‘900. All’interno di questo tomo è possibile trovare, però, anche una piccola lista di buoni propositi per il nuovo anno scritta dalla Monroe durante l’inverno del 1955, a 29 anni.

Devo avere la disciplina di (a cominciare da domani):

  • Andare a lezione – da sola -, senza paura.

  • Non perdere nemmeno una delle lezioni di Strassberg.

  • Continuare a guardarmi intorno – osservare non me stessa, ma tutto e tutti. Dare ad ogni cosa il giusto peso.

  • Lavorare su quei problemi e quelle fobie che si stagliano davanti a me dal mio passato. Fare molti molti molti molti più sforzi di autoanalisi.

  • Cercare di divertirmi – l’infelicità sarà sicuramente abbastanza.”

Woody Guthrie – Restare felice

Grandissimo della musica folk statunitense e fonte di ispirazione per artisti del calibro di Bruce Springsteen, è storia che sulla chitarra di Woody Guthrie campeggiasse la scritta these machine kills fascists. Nel suo diario scrisse invece nel 1942, a trent’anni, trentatre regole per il Nuovo Anno che colpiscono particolarmente per la loro ingenuità e dolcezza. Tra queste:

  • Lava i denti, se te ne rimangono.

  • Scrivi una canzone ogni giorno.

  • Ascolta di più le persone, e anche la radio.

  • Aiuta a vincere la guerra – distruggi il fascismo.

  • Resta sempre felice.

Italo Calvino – La soglia della “problematicità”

Nel gennaio del 1950, il ventiseienne Italo Calvino scrive una meravigliosa lettera all’amico Mario Motta, esprimendo tutta la sua risolutezza nell’affrontare il nuovo anno con un animo più spensierato, più leggero e meno incline all’ansia: “Dichiaro ufficialmente finito il mio periodo buio. Non c’è niente che io rimpianga di più degli anni che ho ceduto alle mie paure, alle mie angosce immotivate, alla preoccupazione che il tempo non fosse mai abbastanza. Non devo fare della mia vita uno scadenziario, come se dovessi scrivere immediatamente la recensione di ogni momento che vivo. Per quest’obiettivo, ho già diversi piani da attuare: rimanere in contatto con la realtà ed il mondo; vivere il mio lavoro come uno studente e non come un giornalista, prendendomi il tempo di collezionare appunti, commentare, scrivere note a margine, cancellare. In una parola, mio caro amico, ciò che debbo fare è abbassare la soglia di problematicità della mia vita. E poi, eventualmente, scrivere un libro”.

Da questo buon proposito, eventualmente, nascerà Il Barone Rampante, al quale Calvino si riferirà come una vacanza per la sua immaginazione, dopo che per tanto l’aveva punita.

Una testimonianza che, in fondo, anche nel campo dell’illusione dei buoni propositi di inizio anno può germogliare il talento.

Marzia Figliolia

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