ESCLUSIVA – Il viaggio del Prof. Cohen a Napoli: tra genio e gioia di vivere

Prendete una cartina geografica, di quelle che si utilizzavano a scuola, focalizzate il parallelo numero 13 e provate a far scorrere l’indice lungo a linea: vedrete che questo parallelo unisce due città molto diverse tra di loro, ma in qualche modo legate in maniera indissolubile. Stiamo parlando di Napoli e New York. Si, perché Napoli, una piccola New York, l’ha avuta in casa grazie alla presenza base NATO, è a Napoli che è sbarcata inizialmente la cultura Hip Hop grazie all’incontro tra Enzo Avitabile e Afrika Bambaataa, e inoltre New York è stata una delle mete principali dei bastimenti che partivano dal porto verso terre lontane, portando con sé sogni e speranze di migliaia di napoletani. Qualcuno ce l’ha fatta, qualcuno no, magari l’ha cercata altrove. Si sente l’eco del North Carolina e dell’Illinois nel sax di James Senese, il blues del ha influenzato Pino Daniele, che ha creato un ponte tra il nuovo mondo musicale e la tradizione partenopea. Esistono, poi, dei posti in cui le persone sono generose, aperte al dialogo, disponibili, e non si trovano in nessuna carta geografica, ma nell’animo di ognuno di noi. Qualche settimana fa, in attesa dell’inizio del concerto di Edoardo Bennato, in questo posto ha messo piede il Professor Howard Cohen, giunto a Napoli dalla EMORY University per uno studio universitario dei Musei della città partenopea. E, oggi, noi di MentiSommerse abbiamo avuto l’onore di ospitare il prof. Cohen tra le pagine del nostro blog.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE: TRA GENIO E GIOIA DI VIVERE

“Senza ombra di dubbio, il mio museo preferito è il Museo Archeologico Nazionale. I mosaici di epoca romana mi ricordano che il genio italiano, capace di mettere insieme abilità manuali e un sublime senso di bellezza, creatività e gioia di vivere, ha una lunga storia. Le sculture del Farnese incantano il visitatore. Combina questo con una visita a Pompei e ti sentirai onorato e soddisfatto.

IL PIACERE PIÙ GRANDE: SENTIRSI PERSI TRA LE VIE DI NAPOLI

Il più grande piacere che porto con me della mia visita a Napoli è quello di camminare per il centro storico senza una vera meta. Sentirsi “persi” e non sapere cosa c’è dietro l’angolo. Sei consapevole che qualcosa di delizioso attirerà la tua attenzione. Una sera stavo passeggiando nel quartiere di Santa Lucia e mi sono imbattuto nel Teatro Sannazzaro. Un cartellone riportava che quella sera avrebbe suonato un pianista di musica classica. Ho comprato un biglietto e, siccome il concerto era dopo circa due ore, ho cercato un ristorante. Ho dimenticato il nome del ristorante, ma ho mangiato la più deliziosa parmigiana di melanzane che io abbia mai assaggiato. Quando sono entrato al Teatro mi sono innamorato dell’architettura classica del 1874. Il pianista ha interpretato Debussy! Dopo il concerto mi sono recato al roof bar dell’Hotel Excelsior. Ricorderò a lungo quella notte! Pasta con frutti di mare, comprese le sarde fritte, accompagnate da una falanghina, sarebbe un pasto di qualità da museo. Forse uno dei grandi presepi napoletani dovrebbe mostrare una piccola replica di questo pasto in una scena di strada sotto la Madonna, Gesù bambino,e angeli.

NAPOLI E RIO DE JANEIRO, CITTÀ SORELLE

Ho vissuto a Rio de Janeiro per cinque anni. La bellezza naturale di quel posto è riconosciuta in tutto il mondo. Camminare sul lungomare, a Santa Lucia, con le sue magnifiche vedute mi ha fatto tornare in mente le mie passeggiate lungo le spiagge di Copacabana. Mi ha ricordato anche di un vecchio album melodico di Ornella Vanoni, la voglia pazza. Lei collaborò con il famoso duo brasiliano Vinicius de Moares e Toquinho. In effetti, ne ho tra le mani la copertina proprio ora. La bossa nova brasiliana, così dolce, così sensuale, assieme al suono caloroso e profondamente italiano di Ornella Vanoni, hanno creato il matrimonio perfetto. Napoli e Rio dovrebbero essere città gemellate

A NAPOLI 55 È “LA MUSICA

”Sono stato ad un concerto al teatro Augusteo, Edoardo Bennato l’ha totalmente sconvolto! Ci crederesti che è un settantunenne? dove gli sono finiti tutti gli anni!? mi ha ricordato un po’ Springsteen, un po’ Dylan e James Taylor. L’America ha influenzato il mondo intero, musicalmente parlando. jazz, blues, rock’n’roll, gospel, r&b. Ho incontrato delle splendide persone a quel concerto, e mi sono reso conto di quanto amichevole e spigliata sia la gente di Napoli. Mi sono particolarmente divertito a guardarli gesticolare mentre parlano! Io ed il mio vicino di poltrona napoletano siamo stati d’accordo sul disturbo narcisistico di personalità del presidente Trump… ed è stato solo l’inizio! sono stato in due fantastici b&b, a Napoli. il primo era a breve distanza dalla gloriosa Chiesa del Gesù Nuovo. Il secondo era di fronte Mergellina. i proprietari sono stati entrambi molto gentili. quant’è piacevole Napoli… camminare di fianco alle bancarelle del pesce, sbirciare nelle botteghe artigiane, andare su e giù le tante scalinate che da Chiaia portano alla Certosa di San Martino. Amo davvero Napoli. È maestosa. Forse quelli che un tempo erano i suoi vestiti regali ora sono un po’ sbrindellati. Si mette un po’ troppo rossetto. La sua pelle non è chiara come quella di un tempo, e nonostante ciò, è ancora sensuale, desiderabile, e incredibilmente aggiornata. Grazie Corrado, per aver chiesto la mia opinione. C’è un posto che esiste, ma che non è possibile rintracciare su nessuna mappa. È il paese di quegli esseri umani generosi, di mentalità aperta, gentili, che si battono per rendere il mondo un posto migliore. Ed essi trascendono i confini delle nazioni.

Corrado Parlati
Marzia Figliolia

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