ESCLUSIVA – Stef Burns: “Se sei un musicista che gira il mondo, devi trovare una “casa” in te stesso”

In occasione del suo nuovo tour in Italia con la Stef Burns League, la redazione di MentiSommerse ha realizzato un’intervista esclusiva a Stef Burns.

“Roots&Wings” è il tuo secondo album da solista. A differenza del primo, interamente strumentale, in questo album sono presenti solo due tracce strumentali, mentre il resto delle canzoni presenta una parte cantata aggiunta a quella strumentale. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta? C’è una canzone, tra quelle cantate, che ti rispecchia particolarmente?

È stata una decisione spontanea. Ho sempre cantato un po’ e ho sempre amato le canzoni “complete” di testo, così come fusion, jazz e rock strumentali. “Home Again” è una di quelle che mi viene in mente, forse anche perché era la preferita di mio padre.

Il video di “Home again” è stato girato nel deserto della California, e la canzone parla di un lungo viaggio e del ritrovarsi al termine di esso. Quanto c’è della vita di Stef Burns in questa canzone?

È completamente la mia vita. È proprio come la vedo io. Ho realizzato che se sei un musicista che gira il mondo, devi trovare una “casa” in te stesso. Altrimenti si soffre molto.

A dicembre tornerai in tour in Italia, dopo l’esperienza del 2016 con la Stef Burns League. Vuoi anticipare qualcosa ai nostri lettori riguardo il tuo prossimo show?

Gli show a dicembre saranno differenti rispetto a quelli dello scorso anno, perché sarò accompagnato da grandi musicisti italiani e suoneremo tantissime cose, dal classic rock fino a blues e soul. Grandi musicisti e tanto divertimento!

Il 1 luglio scorso sei salito sul palco di Modena Park, un concerto che ha lasciato un segno indelebile nella storia del rock mondiale. Che emozione è stata per te trovarti su quel palco? Vuoi raccontare ai nostri lettori le emozioni di quella giornata?

È stato davvero magico sentire l’energia di così tante persone tutta in una volta. C’era un po’ di tensione nel sapere che stavano filmando tutto, quindi volevo fare il miglior concerto della mia vita. Ma dopo una o due canzoni la tensione si è allentata ed è stato davvero divertente. L’energia del rock ‘n’ roll, con anima e precisione che viene dal cuore, è ciò che cerco sempre, e credo che ce l’abbiamo fatta!

Da anni ormai collabori con Vasco Rossi, ti va di raccontarci del vostro “primo incontro”?

La prima volta fu a Los Angeles, ma non ricordo molto. Però ricordo perfettamente quando sono arrivato per la prima volta a Bologna, per le prove, nel 1995 e l’eccitazione che c’era quando entrò in sala. C’era elettricità nell’aria. Quell’uomo ha davvero un carisma enorme. Quando poi cominciammo a suonare mi sono sentito orgoglioso e onorato.

C’è un artista, oppure un gruppo che, nel corso della tua vita, ha condizionato e, in un certo senso, ispirato la tua carriera?

Moltissimi, alcuni di quelli che mi vengono in mente sono Jimi Hendrix e Jeff Beck, B.B. king, i Led Zeppelin, e, più tardi, Larry Carlton e Robben Ford.

Riusciresti a fare un parallelismo tra i modi di vivere la musica, il palco, tra Italia ed America?

In realtà no. È molto simile nel senso che in tutto il mondo ci sono persone che amano la musica dal vivo così come la amo io. Ho trovato grande musica, incontrato bravi musicisti, pubblico e palchi fantastici in entrambi i luoghi.

Gennaro Bianco
Corrado Parlati

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