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ESCLUSIVA – Guido Guglielminetti: “Vi presento “Essere basso – piccole storie di musica”. Al Bataclan abbiamo suonato con loro e per loro”

L’ospite di MentiSommerse è Guido Guglielminetti, che ha presentato “Essere basso – piccole storie di musica” e il progetto “Viaggiatori d’Occidente”.

Il 25 novembre, da Settimo Torinese, è partito il progetto de “I Viaggiatori d’occidente”, che vede sul palco con Lei Roberta Di Lorenzo e Chiara Di Benedetto. Vuole presentare ai nostri lettori questi progetto?

Roberta Di Lorenzo (voce, pianoforte e chitarra), Chiara Di Benedetto (violoncello, voce) ed io vorremmo che il nostro fosse uno spettacolo musicale, certamente, ma anche un racconto. Prendendo spunto dal mio libro infatti suoniamo le canzoni alle quali ho collaborato nel corso della mia carriera. Canzoni come: “il mio canto libero” di Lucio Battisti, con cui ho collaborato, oppure “un’emozione da poco” di cui ho scritto la musica, portata al successo nel 1979 da Anna Oxa e ultimamente magistralmente interpretata da Paola Turci, sempre al festival di Sanremo. E ancora: “Anna e Marco” di Lucio Dalla con cui ho sono stato in tour per più di un anno e naturalmente Francesco De Gregori, per il quale ho scritto due canzoni e con cui collaboro come musicista e come produttore musicale.

“Essere… basso – piccole storie di musica” è il titolo del Suo libro, ma è anche un modo di essere, che contraddistingue il bassista da ogni altro musicista. Come nasce l’idea di scrivere un libro? E, soprattutto, vuole raccontare ai nostri lettori il momento in cui ha sentito di “essere basso”?

Ho iniziato a scrivere per puro divertimento, senza alcuna finalità, ma solo per appuntarmi gli aneddoti divertenti che ricordavo.Non avrei mai pensato che questi racconti potessero diventare un libro, sinceramente non credevo che a qualcuno potessero interessare! Poi alcuni amici mi hanno suggerito di farli leggere a qualcuno del mestiere, così ho inviato il materiale a Milena Esposito de L’Argolibro di Agropoli, che avevo già avuto modo di conoscere; con mia grande sorpresa a Milena piacquero molto, fu così che partì questa avventura. Essere…basso è un modo per sottolineare la personalità del bassista, che normalmente è il musicista meno in vista, che ama tenere un “basso” profilo, oltre a ciò io lavoro da più di trent’anni con un signore alto due metri, è inevitabile quindi che io sia “basso” in tutti i sensi.

L’incontro con Francesco De Gregori avvenne nel 1985, con “Scacchi e tarocchi”. Che ricordi ha del suo primo incontro con il Principe?

Arrivavamo da due mondi musicali completamente diversi, lui decisamente più soft in un certo senso ed io al contrario molto più ruvido. Ma era proprio ciò che lui cercava, cioè dare alla sua musica una sonorità diversa. Non fu facile all’inizio, entrambi molto chiusi e in fondo timidi, impiegammo un po’ di tempo ad aprirci, ma poi nacque una profonda stima, sul piano musicale ma anche  personale, che ancora dura.

Da qualche settimana si è concluso il tour che vi ha visto protagonisti sui palcoscenici dei club in Italia, Europa e Stati Uniti, ma tra le tappe ce n’è stata una al Bataclan di Parigi. Che emozioni ha provato a salire su quel palco?

Come ho voluto anche scrivere sul mio diario Facebook, arrivare al Bataclan a Parigi, nel pomeriggio, quindi col locale vuoto, e vedere quella sala nella quale solo poco tempo prima erano morte tante persone, è stato un durissimo momento, la mia impressione era che ancora ci fossero, che ancora non se ne fossero andate. Parlando poi con Francesco e con gli altri musicisti, ho saputo che anch’essi hanno avuto la mia stessa sensazione. Quindi alla sera abbiamo suonato per, ma soprattutto “con” loro. 

Nel 1978 arriva il momento di “Un’emozione da poco”, di cui Lei ha scritto la musica. Non ci credevate molto all’epoca, eppure la canzone si classificò seconda, ma soprattutto è diventata uno dei più grandi successi della storia del Festival, e la cosa è stata confermata anche dalla versione di Paola Turci, che ha riscosso un ottimo successo… 

Vero! Paradossalmente Fossati ed io eravamo le uniche due persone che non hanno mai dato troppa importanza a questa canzone. Naturalmente sbagliavamo, nel corso degli anni, infatti, ho avuto modo di ricredermi. Ma soprattutto la stupenda interpretazione di Paola Turci allo scorso festival di Sanremo, mi ha fatto capire che è una grande canzone.

“Il basso non ti accorgi quando c’è, ma, se manca, crolla tutto”. Lei, nella Sua carriera, ha avuto la possibilità di lavorare al fianco di Battisti, Fossati, Dalla, Umberto Tozzi, Loredana Bertè e tantissimi altri. C’è un aneddoto che vuole raccontare ai nostri lettori? 

Gli aneddoti sono proprio lo scopo per cui poi alla fine ho scritto questo libro, ce ne sono tanti nella mia memoria ed io ho voluto scegliere quelli più divertenti, più buffi. Fin dall’inizio ho voluto che questo libro fosse divertente e a quanto pare ci sono riuscito.

Un aneddoto? Vi basti sapere che il primo giorno di registrazione del disco più importante della mia vita, sono arrivato in ritardo, e che da allora sono diventato puntuale, anzi arrivo sempre mezz’ora prima. Nel libro vi spiego perché.

 

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