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L'arte ci rende immortali

ESCLUSIVA – Rosaria De Cicco “Ho scavato dentro di me, al punto tale da mettere in forse delle situazioni che sembravano oramai consolidate”

In occasione della prima campana del film “L’esodo” al Duel Village di Caserta, ho l’occasione di rivolgere qualche domanda a Rosaria De Cicco. La nota attrice napoletana, reduce da alcune pose sul set del nuovo progetto top secret di Paolo Sorrentino, si avvicina sorridente. E’ in splendida forma. Minuta, aggraziata, ha una voce squillante, nonostante i sintomi di una influenza che non riesce ancora a debellare.

Durante la nostra chiacchierata, diverse persone le si avvicinano per chiederle un autografo o per scattare un selfie da postare sui vari social. Non si nega a nessuno, con estrema gentilezza.

Mi colpisce la sua franchezza: non le manda certo a dire, le cose. La sua schiettezza, lo scoprirò nel corso dell’intervista, è il risultato di un suo percorso interiore …

 

Ti trovi in una sala cinematografica, da sola. All’improvviso, sullo schermo, compare un’altra te che ti chiede: chi è Rosaria De Cicco?

(Strabuzza gli occhi) Oh Madonna, che domanda difficile! Rosaria De Cicco è una combattente, da sempre. Forse, in qualche caso, le battaglie che ha combattuto non erano necessarie.

In passato non credevo che, avendo ricevuto in dono molti talenti, io avessi scelto il meno faticoso: quello della recitazione. Avrei potuto fare molte altre cose, ma alla fine, questa vita ha scelto me. Ti dirò: la cosa mi fa anche abbastanza arrabbiare sai?

Ho avuto molta fortuna, ma ho anche girato a vuoto, troppo. Non ho sempre sfruttato nel modo giusto le opportunità che mi sono state offerte.

Nel momento in cui ho deciso di abbracciare la strada del buddismo, mi sono ritrovata a fare i conti con la mia “superficialità”: ho scavato dentro di me, al punto tale da mettere in forse delle situazioni che sembravano oramai consolidate.

Una volta che inizi ad approfondire la tua ricerca, ripulisci tutto, comprendi finalmente anche la necessità di regolare tu la tua vita, nonostante le circostanze.

Da un punto di vista artistico, invece, Rosaria De Cicco è una donna che sceglie e non è costretta a scegliere. Mi chiedo spesso “Posso farcela?” e la risposta è sì (sorride). Per mia fortuna, non sono mai scesa a compromessi.

 

Rimango in silenzio per alcuni secondi: mi ha raccontato tanto di sé, con una sola risposta. Si è messa a nudo, fidandosi completamente. Senza schermi protettivi. Volendo, potrei anche terminare qui l’intervista … c’è davvero tanto di lei. Ma la curiosità di conoscerla ulteriormente è troppo forte …

Tanto cinema, teatro, televisione. Il termine gavetta sembra quasi essere scomparso nel vocabolario delle nuove generazioni. Oggi il punto di riferimento è rappresentato dai reality. Qual è il pensiero di Rosaria De Cicco al riguardo?

(Ci pensa su) … è tutto vero (scoppiamo a ridere). Se io fossi una ragazzina, senza talento, senza cultura, senza educazione … le penserei anche io così! Il problema è proprio questo: talento, cultura ed educazione non ci sono più. La scuola non funziona, la famiglia è anche peggio. C’è tanta ignoranza che si diffonde attraverso la televisione e i media, in generale. I reality ti permettono di diventare famoso in maniera velocissima, senza troppa fatica.

Lo studio e la preparazione dovrebbero essere necessari, in ogni settore della vita.

Quei pochi che danno ancora valore ad una laurea, nel momento in cui terminano gli studi, emigrano, vanno all’estero.

Quando ci fu la cosiddetta Unità di Italia, quando il Nord ci depredò di tutto, per venti anni le scuole rimasero chiuse. Perché si doveva generare un popolo ignorante, che non avesse i mezzi per poter combattere.

Questo accade ancora oggi, purtroppo.

Sai una cosa? Quando qualcuno mi dice che vuole fare l’attore, io gli rispondo di non farlo (ride e io la guardo incuriosito) … ma sì: sacrifici, rinunce, eventuali delusioni. E’ una strada impervia.

 

 

La sua formazione buddista è evidente: lavora sul suo io, esamina le cose in profondità. E’ un viaggio di consapevolezze, il suo. Lungo e tortuoso? Forse, ma non le fa di certo paura.

Ci parli un po’ del tuo ruolo nel film “L’esodo”, di Ciro Formisano?

Io interpreto una zingara, che vive alla giornata. Incontra Francesca, la protagonista, costretta suo malgrado a chiedere l’elemosina a Piazza della Repubblica. Il mio personaggio lo fa giornalmente: a volte rubacchia, va alla mensa dei poveri. Comprende le difficoltà iniziali di Francesca e le insegna persino a come chiedere l’elemosina. L’ultima scena in cui compaio è di grande disperazione: piango, sono ubriaca, sputo per terra e arrivo a parlare, litigare con una bottiglia poggiata su un muretto.

Per motivi legati alla distribuzione, un’ulteriore scena che dava speranza al mio personaggio è stata tagliata. C’era un vero e proprio riscatto. E’ un gran peccato.

E’ anche vero, però che, grazie alla fantasia degli spettatori, ogni ruolo può avere infinite svolte e mille differenti finali.

 

Terminiamo con un omaggio al grande Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta

“Ce la faccio domani?”

“Non lo so, ma ce la metto tutta!”

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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