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ESCLUSIVA-Ciro Formisano: ”L’esodo si basa su una storia vera, quella di Francesca, che è costretta a chiedere l’elemosina a Piazza della Repubblica”

Ai microfoni di “Menti sommerse” abbiamo, oggi, Ciro Formisano, il regista de “L’esodo” una pellicola schietta, dura, onesta, sincera, che affronta con un piglio critico e molto emozionante la vicenda degli esodati, in seguito alla riforma Formero.

Giovanissimo, il regista mi saluta con gentilezza. Ha una voce leggermente affaticata (“In questi giorni è iniziata la distribuzione ufficiale, è vero, ma con il film stiamo girando come le trottole già da diversi mesi nei vari Festival, non mi sono fermato ancora un attimo per prendere fiato”, mi dice).

Ciro Formisano e L’esodo …

 

Chi è Ciro Formisano?

Ciro Formisano è una persona che si occupa di cinema, da sempre. Ho frequentato il DAMS di Bologna, poi ho iniziato a lavorare per TELEMONTECARLO2 in qualità di cameraman e montatore (che è il lavoro che faccio ancora oggi).

 

Quando nasce l’amore per il cinema?

Ero un ragazzino. Avevo all’incirca otto anni e inventavo storie. Poi, nel corso del tempo, ho capito che quella era una vera e propria propensione per la regia cinematografica … l’unico lavoro che ti permette di creare per immagini.

 

Parliamo un po’ del film L’esodo, che ti vede impegnato non solo come regista, ma anche sceneggiatore, autore del soggetto e montatore …

L’esodo è nato nel 2012, l’anno della riforma Fornero, durante il Governo Monti. Dopo una serie di cortometraggi e di documentari, volevo che la mia opera prima fosse un film utile, che avesse un peso, che non venisse dimenticato. All’inizio pensavo che la mia opera sarebbe stata solo una memoria, un ricordo di quel periodo, ma purtroppo non è stato così: a distanza di tanti anni, ci sono ancora cinquemila esodati che non sono salvaguardati. Il film si basa su una storia vera, quella di Francesca, che è costretta a chiedere l’elemosina a Piazza della Repubblica. Ha a suo carico una nipote, Mary, a cui tiene più di se stessa. Per lei si sacrifica, anche a costo di perdere parte della sua dignità.

Ciro Formisano 2

L’esodo è un film al femminile. Francesca, la protagonista, è interpretata da una straordinaria Daniela Poggi …

Daniela Poggi è un’attrice incredibile. Ha accettato il ruolo con molto entusiasmo. Lavorare con lei è stato un onore, perché è una grande professionista, ha ricoperto con naturalezza ogni sfumatura descritta nella sceneggiatura. Ha donato al film quello spessore che desideravo arrivasse al pubblico. Lei, sostanzialmente, È il film: considera che compare in tutte le sequenze de L’esodo. Credo che una cosa del genere non accada da almeno venti anni, al cinema.

Ovviamente, di fondamentale importanza, sono anche tutti gli altri attori de L’esodo, che ruotano come satelliti attorno alla protagonista: Rosaria De Cicco, David White, Simone Destrero, Carlotta Bazzu, Kiara Tomaselli e Cinzia Mirabella.

 

 

 

Ci parli un po’ di Peter? David White gli ha donato il cuore …

Peter è un uomo di origini tedesche, che Francesca conosce durante i primi giorni in cui inizia ad elemosinare a Piazza della Repubblica. E’ un uomo gentile, si avvicina a lei perché è incuriosito da questa donna. E’ un tedesco molto più italiano di tanti italiani veri (sorride). Cerca di tirare su la protagonista e ascolta le sue parole. David è stato bravissimo, senza ombra di dubbio.

 

Cosa si augura Ciro Formisano per L’esodo?

Mi aspetto tantissimo da questo film, soprattutto considerando che la questione degli esodati è ancora aperta. Spero che L’esodo possa dare una mano alla causa …

Il film ha già vinto cinque Festival, altrettanti premi sono andati a Daniela come migliore attrice protagonista. Al Villammare Film Festival, L’esodo ha vinto ben cinque premi: miglior opera prima, miglior attrice, attrice rivelazione, cameo d’autore e miglior attrice non protagonista a Cinzia Mirabella. La prossima settimana sarà presentato al Foggia Film Festival, il cui direttore artistico è Sergio Rubini. Mi auguro che alla pellicola venga data la possibilità di essere proiettato il più possibile, tenendo conto che stiamo parlando di un progetto indie.

A distanza di tempo, dopo averlo visto e rivisto mille volte, posso dire con certezza che è un gran bel film. Le persone che lo hanno visto sono uscite dalla sala commosse, emozionate. Questa è la mia più grande soddisfazione.

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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