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L'arte ci rende immortali

ESCLUSIVA – Marco Mario de Notaris “I comici sono dei geni, rovesciano il senso del linguaggio, del corpo, della materia, e svelano orizzonti inediti, prospettive illuminanti, altri punti di vista diversi dal buonsenso comune”.

Incontro Marco Mario de Notaris a Caserta, in occasione dell’anteprima del corto “Il nostro limite” di Adriano Morelli.

Lo vedi così: altissimo, con tanti capelli ed uno sguardo quasi intimorito, da persona riservata qual è. Provi subito simpatia per lui.

Pacato nelle risposte, sorride nel momento in cui gli porgo alcuni dvd dei film in cui ha recitato, affinché me li firmi. “Lo sai che mia moglie è il direttore della fotografia di Song’ è Napule e Là-bas?” mi dice, con una punta di orgoglio.

Non riscontro arie di divismo, solo una leggera stanchezza (“Non mi fermo mai” rivela) e gesti di assoluta educazione.

 

Ti ritrovi sul palcoscenico della vita. Si alza il sipario e ritrovi un altro te che ti guarda con attenzione e ti chiede “Chi è Marco Mario de Notaris”?

Se trovassi un altro me davanti a me stesso, probabilmente gli farei la stessa domanda anche io (sorride).

 

Hai recitato a teatro in molte occasioni. Com’è stata la tua prima volta di Marco Mario de Notaris sul palco?

Non ho mai provato grande emozione prima, provo sempre emozioni durante e dopo.

 

Qual è la cosa che ti diverte di più dell’arte della recitazione?

La possibilità, rara, di divertirsi con serietà.

 

Al cinema sei stato diretto in diverse occasioni da registe. Hai trovato delle differenze (stilistiche, emotive…) quando dietro la macchina da presa c’è una donna?

 

Ogni persona ha il suo mondo interiore, le sue ossessioni, i suoi gusti. Non è una questione di sesso, la sensibilità.

 

Credi che sia più facile, per un attore, essere diretto da un regista che è anche egli un attore?

Probabilmente no, ma solo perché un attore regista ha in mente tutte le parti degli attori con una ben precisa idea del risultato finale e tende a richiedere da attore alcune cose, dandogli l’impressione di volergli “imboccare” le giuste intonazioni.

 

Cinema, teatro, televisione. Qual è l’habitat più naturale per Marco Mario de Notaris?

Ho studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, ma ho fatto e faccio dei lavori teatrali. Credo che tutti gli attori ormai, famosi o solo lavoratori dello spettacolo come me, si confrontino con tanti linguaggi.

 

Hai lavorato spesso in radio. Un attore recita con il corpo, lo sguardo, persino con l’abbigliamento. Com’è interpretare solo con la voce?

È bellissimo e ti costringe a non essere mai noioso o cantilenante, consentendo anche una recitazione più classica, calibrata sull’ascolto dello spettatore.

 

Napoli è artistica di per sé. Che rapporto ha Marco Mario de Notaris con la città in cui vive?

Dal 1996 al 2009 ho vissuto in diverse città italiane, per poi trasferirmi a Napoli con mia moglie. Spesso siamo lontani per lavoro. Viviamo tutti i luoghi con passione e interesse. Napoli è la città in cui sono nato, sono legato a Napoli e non saprei cosa dirti. La città è povera per gran parte, si può vivere con poco, ma seppur piena di slanci e di risorse artistiche e culturali, soffre la difficoltà di trovare un reale mercato nazionale, ed è dipendente dall’investimento pubblico, cosa che crea qualche difficoltà ad emergere. Napoli è antica, è una delle culle della civiltà mediterranea.

 

Il lavoro con i “The jackal” e il film “Song’e Napule” ti hanno dato modo di offrire un’immagine divertente, esilarante. Cosa diresti a quelli che tendono a sottovalutare l’arte della commedia?

Per noi italiani la commedia è tutto. Dalle Atellane fino alla commedia dell’arte e poi Goldoni, Scarpetta, De Filippo, la commedia all’italiana, siamo un popolo che affronta i temi difficili attraverso quest’arte che è riuscita a celare il dolore e i conflitti sotto una patina di leggerezza. Forse, essendo stati dominati per secoli, è stato un modo di preservare la lingua e soprattutto di eludere censure e bigottismi. Io amo la comicità, tutta, da Buster Keaton a Chaplin, Totò, Sordi, gli americani Walter Matthau, Jerry Lewis, fino a Jim Carrey: i comici sono dei geni, rovesciano il senso del linguaggio, del corpo, della materia, e svelano orizzonti inediti, prospettive illuminanti, altri punti di vista diversi dal buonsenso comune. Direi a chi sottovaluta la commedia, che anche il dramma non è sempre una soluzione valida.

 

La padronanza della lingua, la capacità di raccontare … non è da tutti. Ascoltarlo è un piacere.

C’è un ruolo che vorresti interpretare e che non ti hanno ancora offerto?

Se mai me lo offriranno, te lo dirò. E’ una domanda difficile. Vorrei interpretare dei perdenti, dei cretini, vorrei interpretare quei personaggi che non hanno voce, ai margini, non necessariamente dei maledetti. Dei dimenticati, ecco. Ma è difficile e forse resterà un sogno.

 

Da ciò che traspare, invece, credo che non si arrenderà tanto facilmente …

 

Ultimo film visto al cinema. Ultimo libro letto. Ultimo spettacolo teatrale al quale hai assistito.

Ultimo film visto al cinema “Ritratto di famiglia con Tempesta”, un bellissimo film giapponese. Ultimo libro letto “Stoner”, di John E. Williams. Ultimo spettacolo visto a teatro “il giocatore”, di Gabriele Russo.  Sono papà da poco, ed è difficile uscire di casa…

 

 

Cosa dobbiamo attenderci da Marco Mario de Notaris nell’immediato futuro?

Mi fa piacere che qualcuno si attenda qualcosa da me. Ma davvero, non lo so.

 

 

E adesso un piccolo momento marzulliano: fatti una domanda e datti una risposta

Faresti tutto quello che hai fatto da capo? Se riguarda la carriera, no, ma se tutto quello che ho fatto mi ha permesso di conoscere mia moglie e mi ha regalato mia figlia, allora sì, rifarei tutto, anche gli errori. Se non ne avessi fatti, forse avrei raggiunto alcuni obbiettivi più materiali, ma magari sarei uno stronzo. Allora meglio così.

 

In più di un’occasione, ha fatto riferimento alla sua famiglia, quella che ha creato e che è parte di sé. E che, probabilmente, gli ha permesso di rimanere costantemente con i piedi ben ancorati al suolo, nonostante le mille esperienze di successo nel mondo dello spettacolo. Un incontro interessante, un’anima nobile che ci regalerà, in futuro, nuovi personaggi da ricordare.

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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