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L'arte ci rende immortali

Norwegian Wood di H. Murakami

Uno scrittore giapponese e il titolo di un famoso brano dei Beatles: se non bisogna mai fermarsi alle apparenze, niente potrebbe essere più vero per Norwegian Wood.
Nel 1987 il grande successo di Murakami Haruki diventa un vero evento letterario che oggi risulta essere ancora molto apprezzato data la sua sorprendente attualità.

Norwegian Wood è la storia di Watanabe Toru, un uomo di 37 anni che, con un lungo flashback, ci porta nel Giappone dei turbolenti anni 70’ faccia a faccia con un giovane studente universitario dal passato difficile. Trasferitosi a Tokyo per studiare, è qui che Toru incontrerà per caso Naoko, una vecchia amica dei tempi del liceo e fidanzata del suo migliore amico Kizuki, morto suicida all’età di 17 anni.  E’ proprio questo l’evento scatenante, la persistente presenza del vuoto che Kizuki ha lasciato e che inevitabilmente incide sul destino dei due amici. Toru e Naoko, infatti, si avvicinano fino a diventare molto intimi ma la fragilità psichica di lei metterà a dura prova i sentimenti di Toru costretto ad attendere la fine delle cure a cui Naoko si sottoporrà in un particolare istituto. Nel frattempo Toru incontra Midori, compagna di un corso di letteratura, che si mostrerà, nonostante le sofferenze, di una vitalità così contagiosa da confondere il fedele cuore del protagonista.

Inizialmente Norwegian Wood potrebbe sembrare un romanzo semplice, quasi un diario personale che Toru lascia al lettore, invece vi ritroverete in un lungo viaggio interiore che emoziona e sorprende. Toru è l’adolescente che tutti siamo o siamo stati, sta vivendo proprio quel passaggio delicato tra l’ovattato mondo liceale e il complesso mondo degli adulti. Il futuro per Toru è un’incognita continua in cui si insinua il ricordo di Kizuki e la speranza di un finale diverso. E’ evidente la presenza di tematiche forti quali il suicidio, la depressione e la malattia. Murakami però tratta tutto ciò con delicatezza e semplicità attraverso una scrittura lenta e diretta che propone per lo più i pensieri di Toru. E’ proprio quest’ultimo il personaggio più interessante, l’antieroe inconsapevole delle proprie capacità e guidato da un ostinato senso della morale. Come il giovane Holden di Salinger, predilige tutto ciò che è genuino e reale rigettando il finto e l’apparenza. Questo aspetto si nota nella sua totale indifferenza al frenetico ambiente rivoluzionario dell’università di quegli anni quasi a volerne ribadire l’inutilità.
Questo è un romanzo sulla forza della vita che scorre inesorabilmente, la stessa vita che porta Toru di fronte a scelte importanti e ad un passato da cui non si può scappare.

“Ehi, Kizuki, pensai, io a differenza di te ho deciso di vivere, e anche di cercare di vivere bene. Immagino quanto deve essere stata dura per te, ma lo è anche per me, credimi sulla parola. E lo è perché tu sei morto lasciando Naoko in quel modo. Ma io non la abbandonerò così. Perché le voglio bene e perché sono più forte di lei. Ma diventerò ancora più forte di come sono adesso, e più maturo. Diventerò adulto. Devo farlo. Finora ho sempre pensato che avrei voluto oscillare in eterno tra i diciassette e i diciott’anni, ma adesso non lo penso più. Non sono più un ragazzo.
Comincio a sentire le responsabilità. Ho vent’anni ormai. E devo pagare il prezzo per continuare a vivere..”

Norwegian Wood, scritto tra le spiagge della Grecia e le colline romane, vi stupirà col suo stile strambo e visionario tipico di Murakami. I bellissimi paesaggi giapponesi saranno sfondo di un viaggio verso la consapevolezza di se stessi col rischio di perdersi nel confuso linguaggio delle emozioni.

Nella Sepe

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