Un’onda lilla colora l’Italia nella Giornata di sensibilizzazione sui D.C.A.

Guardandosi allo specchio, l’immagine che Marta, 16 anni, vede riflessa del suo corpo minuto e asciutto è quella di una giovane donna ‘in carne’, con fianchi e cosce enormi, che nessuno potrà mai apprezzare.

Agli occhi di tutti, invece, il suo fisico appare emaciato, estremamente magro.

 

“E se non ingoiassi il cibo?”, è il pensiero ricorrente di Giovanna: mastica il cibo e lo sputa, lo raccoglie e poi lo mette da parte per gli uccellini.

La fame di Linda non è a senso unico, è fame di cibo, ma è anche, e soprattutto, fame di amore. Vorrebbe tornare ad amare la vita, ma le sue attenzioni si focalizzano solo sulle sue imperfezioni, sugli errori commessi, sulle amicizie perdute. Anoressia e Bulimia hanno allontanato anche i suoi affetti più cari.

Luca, 4 anni, non ha mai voglia di sedersi a tavola: è un bimbo simpatico e curioso, ma del tutto disinteressato al cibo, accetta solo alimenti di colore bianco.

 

Marta, Luca, Giovanna, Linda sono solo alcuni dei tanti casi emblematici di un’epidemia sociale di fronte alla quale la società di oggi sembra voler chiudere gli occhi: sono le tante e varie forme dei cosiddetti Disturbi dell’Alimentazione, meglio conosciuti come Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.).

Il linguaggio di queste malattie è complesso da decodificare, spesso incomprensibile per chi non lo conosce. Com’è possibile smettere di mangiare o mangiare fino a scoppiare, talvolta fino a lasciarsi morire? Mangiare è un gesto così spontaneo, così naturale, così umano.

Spesso nello sguardo di chi non conosce i D.C.A. si leggono soltanto rabbia e disprezzo nei confronti di chi si infligge una punizione senza avere un vero motivo per farlo. Il vero motivo, invece, c’è. Il sintomo, il Disturbo Alimentare, è soltanto una spia: nasconde un profondo disagio e una grande sofferenza che chiedono, e sempre meritano, di essere portati alla luce, di essere accolti e ascoltati.

L’epidemia sociale dei D.C.A.

I D.C.A. sono patologie caratterizzate da un anomalo rapporto con il cibo, un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forma fisica, un’alterata percezione dell’immagine corporea e una stretta correlazione tra tutti questi fattori e i livelli di autostima, ma presentano caratteristiche cliniche e psicopatologiche differenti. Se non trattati con metodi e nei tempi adeguati, possono compromettere seriamente la salute della persona, fino a portare, nei casi più gravi, alla morte.

Di Anoressia, Bulimia e Binge Eating (solo per citare alcuni di questi disturbi) si muore, ma anche quando non si arriva a condizioni estreme, c’è sempre un disagio di fondo che si nasconde dietro il disturbo. Se non adeguatamente trattato, sia sul piano psicologico/psichiatrico che su quello nutrizionale, non può essere risolto, rischiando così un decorso molto lungo e, talvolta, infausto.

E in Italia la situazione dei servizi di cura è per chi ne soffre è critica in molte regioni, tanto che le famiglie sono costrette a contini “viaggi della speranza”, che comportano un carico di costi economici e psicologici enormi. Una situazione inammissibile per una patologia che ha ormai assunto numeri di vera e propria epidemia sociale (fonti ufficiali riportano oltre 3 milioni di casi nel nostro paese); numeri, peraltro, di gran lunga sottostimati, se si considerano tutti i casi sommersi.

Si rende quindi indispensabile affrontare una programmatica politica di prevenzione, per facilitare la comprensione dei meccanismi psico-biologici che favoriscono la malattia e diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso una rete assistenziale orientata all’individuazione precoce del disturbo, tramite l’attivazione di percorsi riabilitativi multidisciplinari specializzati. Fondamentali per il successo del trattamento sono, infatti, la diagnosi precoce della malattia ed un intervento tempestivo affidato ad un’équipe di medici specialisti.

Il 15 marzo, una Giornata per sensibilizzare

Nell’ottica di sensibilizzare l’opinione pubblica e sconfiggere l’omertà che accompagna questi disturbi, si inserisce l’iniziativa a carattere nazionale che si celebra il 15 marzo di ogni anno “#coloriamocidililla“, perché è di colore lilla il fiocchetto simbolo di questa battaglia.

E’ giunta alla settima edizione quest’anno, il 2018, la “Giornata del Fiocchetto Lilla“, giornata nazionale di sensibilizzazione e informazione sui i DCA, promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione Mi Nutro Di Vita (Pieve Ligure – Genova). Un’iniziativa che è partita da un padre, Stefano Tavilla, a seguito della tragica perdita della figlia Giulia a soli 17 anni, il 15 Marzo 2011, per le conseguenze della bulimia, di cui soffriva da tempo, e che l’aveva portata nell’ultimo periodo della malattia a richiedere il ricovero in una struttura specializzata. Venne messa in lista d’attesa e in quello stato se ne andò.

 

Nel mese di marzo saranno più di 130 gli eventi in tutta Italia organizzati da decine e decine di enti, scuole, istituzioni e associazioni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei D.C.A., per offrire speranza a coloro che stanno ancora lottando e dare ampio spazio alla discussione su queste malattie, spesso sottovalutate e non prese nella giusta considerazione. Ad aderire sono, soprattutto, associazioni di volontari (genitori, familiari, pazienti, ex-pazienti, medici specialisti…) che da anni si battono quotidianamente su questo terreno per far sì che il fenomeno dei D.C.A. venga riconosciuto dalle istituzioni e dalla popolazione in maniera proporzionale alla sua forte incidenza, sugli adolescenti soprattutto.

 

Nel segno del fiocchetto lilla, simbolo di aggregazione, si radunano così in un unico coro tante voci di chi per troppo tempo è rimasto costretto in silenzio e in solitudine dalla sofferenza, voci che lanciano un messaggio di speranza volto soprattutto a restituire la giusta dignità e il giusto rispetto a quel dolore di cui troppo spesso non sembra essere meritevole. Storie di persone toccate in maniera diversa dai Disturbi Alimentari, ma accomunate da un unico importante obiettivo: lottare per la vita.

 

Il 15 Marzo coloriamo di lilla l’Italia, il 15 marzo coloriamoci di lilla TUTTI INSIEME.

 

Per informazioni e dettagli su tutti gli eventi di #coloriamocidililla:

www.coloriamocidililla.wordpress.com

www.facebook.com/coloriamocidililla

Sandra Zodiaco

Corrado Parlati

Classe '95, studente di Medicina presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, giornalista per passione. Ho detto cose che potevo non dire, fatto cose che potevo non fare, visto gente che ha voluto vedere, tutto sempre con la stessa scusa: quella del rock 'n' roll.

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