Sanremo 2018, quarta serata: il gioiello di Avitabile-Servillo e l’energia dei The Kolors dominano l’Ariston

Certo, perché Sanremo è Sanremo, vero? Nessuno lo guarda mai, a nessuno interessa, poi sono tutti davanti al televisore. Le canzoni non si conoscono, però “Quello lì era vestito malissimo, quella là ha stonato alla grande, il conduttore era emozionato …” Ma fatemi capire una cosa: Sanremo entra nel cervello attraverso un processo di osmosi? Qualcuno ha il dono della chiaroveggenza? Si procede per tentativi?

Non è dato saperlo. Mistero. Di certo è che, al momento, l’audience parla da sola: dati in percentuale elevatissimi. Siamo arrivati alla quarta puntata, quella dedicata ai duetti. Esaminiamola con attenzione.

Dopo la sigla dell’Eurovisione, Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino ci accolgono sul palco con tanto di chitarre e giubbotti di pelle per intonare (si fa per dire …) “Heidi”, interpretata originariamente da Elisabetta Viviani. Partiamo già abbastanza male.

Michelle è sempre eccessiva, perché non ha ancora capito di trovarsi al Festival di Sanremo e non a “Striscia la notizia”.

Claudietto è sempre nel mondo degli unicorni.

Favino non riesce a muoversi. Sfido io: ha una giacca di 4 taglie in meno.

Partiamo con i giovani

Leonardo Monteiro. “Bianca”.               

L’ex ballerino di Amici di Maria dona la sua voce soul ad una canzone semplice nel testo e nella melodia, ma che funziona. Piccoli riferimenti a “A chi mi dice” dei Blue. Voto: 6 e 1/2.

Mirkoeilcane. ”Stiamo tutti bene”.

Una canzone parlata, che parla di immigrazione. Furbetta. Voto: 6-.

Alice Caioli. “Specchi rotti”.

La strofa si ricorda bene, ma c’è un eccessivo richiamo a Noemi. Peccato. Voto: 6.

Ultimo. “Il ballo delle incertezze”.

Originale, un brano che si distacca di un palmo dalla mediocrità. Voto: 7-.

Giulia Casieri. “Come stai”.

Un testo bruttarello per una canzone inutile al servizio di una voce interessante. Voto: 5+.

Mudimbi. “Il mago”

Che novità: un rapper. Però la canzone è carina e radiofonica. Bravo. Voto: 7-.

Eva. “Cosa ti salverà”.

La canzone si apre nel ritornello, la voce c’è, l’empatia e la comunicazione no. Voto: 5+.

Lorenzo Baglioni. “Il congiuntivo”.

Ad essere originale è originale, ma la voce è incerta. Carino il balletto. Voto: 5 e 1/2.

Inizia la fase big. Michelle è vestita di nero. Claudio di bianco e nero. Pierfrancesco di … domopak.

Illustrano le dinamiche delle votazioni. Nessuno le capisce.

Renzo Rubino – Serena Rossi. “Custodire”.

Nonostante la bella voce dell’artista napoletana, alla canzone manca sempre qualcosa. Voto: 6-.

Le Vibrazioni – Skin. “Così sbagliato”.

Un po’ troppo rumorosa. Skin ce la mette tutta. Semaforo giallo. Voto: 6.

Noemi – Paola Turci. “Non smettere mai di cercarmi”.

Una canzone in perfetto stile Noemi, perfettamente riconoscibile. Un duetto di classe. Voto: 7.

Mario Biondi – Ana Carolina & Daniel Jobim. “Rivederti”.

Sulle voci non si discute, ma la canzone è insostenibile. Voto: 4.

Annalisa – Michele Bravi. “Il mondo prima di te”.

Un’accoppiata proveniente da Canale 5. Radiofonica, un piacevole impasto vocale. Voto: 6 e 1/2.

Lo stato sociale – Piccolo coro dell’Antoniano Mariele Ventre & Paolo Rossi. “Una vita in vacanza”.

Il brano è orecchiabile, divertente. Però il coro è decisamente trash e Paolo Rossi sempre uguale a se stesso. Alberto Cazzola dovrebbe studiare un po’ canto. Voto: 6+.

Primo ospite della serata: Gianna Nannini. Canta “Fenomenale”. Claudio Baglioni la raggiunge sul palco per cantare insieme “Amore bello”.

Dopo la pubblicità, ecco il brindisi della Traviata, ma è un pretesto per un gustoso momento comico con Favino.

Max Gazzè – Rita Marcotulli & Roberto Gatto. “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Arrangiamento bellissimo. Suggestioni a piene mani. Un brano intenso, di atmosfera. Voto: 7 e 1/2.

Decibel – Midge Ure. “Lettera dal Duca”.

Ruggeri in leggera difficoltà vocale. La canzone è un prodotto di buon livello. Midge Ure aggiunge la giusta dose di classe. Voto: 7+.

Ornella Vanoni, Pacifico, Bungaro – Alessandro Preziosi. “Imparare ad amarsi”.

Un duetto necessario? Il dubbio persiste. La classe c’è, ma il brano non decolla. Voto: 6.

Diodato & Roy Paci – Ghemon. “Adesso”.

Come rovinare una canzone: arriva Ghemon sul palco ed è subito stecca. Voto: 5.

Roby Facchinetti & Riccardo Fogli – Giusy Ferreri. “Il segreto del tempo”.

La voce di Facchinetti è insopportabile: rovina, per quanto possibile, un brano già di per sé mediocre. A poco può Giusy Ferreri. Voto: 3.

Arriva il momento delle premiazioni

Il premio Mia Martini va a Mirkoeilcane.

Il premio Lucio Dalle lo vince Alice Caioli.

Classifica definitiva:

Terzo posto: Mudibi.

Secondo posto: Mirkoeilcane.

Primo posto: Ultimo.

Enzo Avitabile & Peppe Servillo – Daby Touré & Avion Travel. “Il coraggio di ogni giorno”.

Quello che si dice un gioiello. Applausi sperticati. Voto: 8.

Arriva Sabrina Impacciatore, con la sua gradevole simpatia.

Ermal Meta & Fabrizio Moro – Simone Cristicchi. “Non mi avete fatto niente”.

La (finta) voglia di sensibilizzare, che punta alle classifiche. Imperdonabile. Voto: 6-.

Compare a sorpresa Federica Sciarelli ed ecco uno spiritoso duetto con Claudio Baglioni sulle note di “Tu come stai”.

Giovanni Caccamo – Arisa. “Eterno”.

Due cantanti che provengono dalla scuderia Sugar. La voce di Arisa ravviva un brano deboluccio. Voto: 6-.

Ron – Alice. “Almeno pensami”.

Un’artista raffinata, che ci era mancata e che dimostra di essere ancora la migliore. La canzone riacquista colore ed intensità. Voto: 7 e 1/2.

Red Canzian – Marco Masini. “Ognuno ha il suo racconto”.

Chi lo avrebbe detto: Red Canzian, a 66 anni, ha portato sul palco del Festival la canzone più moderna e alternativa. Marco Masini, il cantante arrabbiato, si adatta alla perfezione. Voto: 7 e 1/2.

The Kolors – Tullio De Piscopo & Enrico Nigiotti. “Frida (mai, mai, mai)”.

Pop con gusto e stile. Stash & co. sono tra i progetti migliori mai usciti da un talent show nostrano. Nigiotti e De Piscopo accoppiata vincente. Voto: 7+.

E’ il momento del Premio alla carriera. Va ad un’artista che ha portato la nostra musica nel mondo: Milva. Un premio meritatissimo, necessario. Nei mesi scorsi Cristiano Malgioglio e Dario Gay hanno portato avanti una petizione affinché ci fosse il giusto riconoscimento. Ci sono riusciti e ne siamo felici.

Arriva Piero Pelù che omaggia Lucio Battisti con “Il tempo di morire”.

Mancano venti minuti all’una. E il Festival di Sanremo non vuole ancora terminare.

Luca Barbarossa – Anna Foglietta. “Passame er sale”.

Uno stornello, sulla carta, fuori luogo; nella performance dal vivo è, invece, suggestivo e orecchiabile. Duetto estremamente gradevole. Voto: 7.

Nina Zilli – Sergio Cammariere. “Senza appartenere”.

Un pianoforte che zittisce l’Ariston e che illumina un brano che ha bisogno di qualche ascolto in più. Voto: 7-.

Elio e le storie tese – Neri per caso. “Arrivedorci”.

Tanta ironia mescolata ad un pizzico di nostalgia, ma il brano non è tra i migliori di quelli degli Elii. Le voci dei Neri per caso migliorano con il passare degli anni. Voto: 5.

Ore 1:15.

Sta per arrivare la classifica della giuria degli esperti … ma i risultati non sono ancora pronti.

Altri minuti di (interminabili) chiacchiere …

Ci siamo:

Blu (nelle posizioni alte della classifica):

Ron, Max Gazzè, Luca Barbarossa, Ermal Meta/Fabrizio Moro, Ornella Vanoni/Bungaro/Pacifico, Diodato/Paci e Giovanni Caccamo

Giallo (posizioni intermedie):

Lo Stato Sociale, Le Vibrazioni, The Kolors, Enzo Avitabile/Peppe Servillo, Red Canzian e Annalisa

Rosso (posizioni più basse):

Nina Zilli, Roby Facchinetti/Riccardo Fogli, Renzo Rubino, Noemi, Mario Biondi, Elio e le Storie Tese e Decibel

A stasera, con il gran finale!

A cura di Christian Coduto

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