Da “Volare” a “Mistero”: tutti cantano Sanremo

Quanti di voi, almeno una volta nella vita, hanno pronunciato la fatidica frase: “Vorrei tornare a…” per fare o non fare, per modificare qualcosa nella nostra vita o semplicemente rivivere un momento particolarmente felice e significativo della nostra vita. Purtroppo, si sa, indietro non si può tornare, mai. Siamo fortunati, però: nella società moderna, nell’era dei social, di Youtube e di tanti altri mezzi che accompagnano le nostre giornate, abbiamo la possibilità di rivivere alcuni momenti significativi, riguardarli e, soprattutto, ascoltarli. Si, perchè oggi vogliamo farvi partecipare con gli occhi, con le orecchie ma, soprattutto, con il cuore a degli anniversari piuttosto significativi della nostra musica, la musica italiana, proprio nel giorno dell’inizio della 68esima edizione del festival di Sanremo. L’anniversario di cosa, direte voi, giustamente. Beh, tornando al discorso di prima, lo scoprirete, guardarete, e ascolterete.

Buon anniversario a Domenico Modugno e Johnny Dorelli che sessant’anni fa ci fecero ascoltare per la prima volta: “Volare”. Dieci anni dopo sul palco dell’Ariston salì L.Armstrong e in quello stesso anno vinse per la prima (ed unica) volta Sergio Endrigo insieme a Roberto Carlos con “Canzone per te”. Auguri ad Anna Oxa che quarant’anni fa portò sul palco dell’Ariston “Un’emozione da poco” (Testo di Ivano Fossati e musiche di Guglielminetti). Se parliamo di anniversari, non possiamo non citare un avvenimento storico avvenuto 35 anni fa: Vasco Rossi si qualifica penultimo con “Vita Spericolata” e, tenendo conto di come sono andate le cose per il cantautore, anche questa “Sconfitta” merita di essere festeggiata. 30 anni fa a trionfare fu Massimo Ranieri con “Perdere l’amore” e quello stesso anno tra i giovani figurano Antonacci e Paola Turci. Buon anniversario ad Enrico Ruggieri che vedremo salire stasera sul palco che l’ha visto trionfare esattamente 25 anni fa con “Mistero”. Quello stesso anno, tra i giovani, vince con il brano “La solitudine”, una certa Laura Pausini, con Nek che nella stessa categoria arrivò terzo.

Ad ogni festa che si rispetti dopo i bigliettini di auguri arrivano i video per riportarci in quei momenti di cui parlavamo prima. Allora non ci resta che augurarvi buona visione e buon ascolto!

“Nel blu dipinto di blu” (Domenico Modugno – Jhonny Dorelli, 1958)

“Penso che un sogno così non ritorni mai più, mi dipingevo le mani e la faccia di blu, poi d’improvviso venivo dal vento rapito, e incominciavo a volare nel cielo infinito…”

E sì, in quel “blu dipinto di blu” è l’intera canzone italiana che inizia a Volare. Era un’Italia completamente diversa: chi poteva, il Festival lo guardava in TV, altrimenti tutti sintonizzati sulla radio per la due giorni di canzoni, trasmessa dal Casinò Sanremo. La coppia Modugno-Dorelli vince con 61 voti contro Nilla Pizzi, ormai un’icona del festival, appena entrata a far parte della RCA Italiana è presente in gara con ben tre canzoni. Il successo è straordinario, tanto che i 45 giri prodotti per l’occasione furono quattro, tutti con “Nel blu dipinto di blu” sul lato A, a cui si aggiungeva una seconda canzone sul lato B.

“Canzone per te” (Sergio Endrigo) e “Mi va di cantare” (Louis Armstrong), 1968

Quella del 1968 è stata, senza dubbio, una delle pagine più importanti della storia del Festival della canzone italiana.

Sono cinquanta gli anni passati dalla straordinaria vittoria di Sergio Endrigo, accompagnato da Roberto Carlos, con “Canzone per te”: un amore che stenta a finire, il bisogno di ripartire, ma sopratutto una delle canzoni più belle mai ascoltate al Festival:

Il 1968, però, vede esibirsi nell’ambito della kermesse anche una leggenda del calibro di Louis Armstrong, con la canzone “Mi va di cantare”. Una performance tutt’altro che indimenticabile, a tratti leggermente imbarazzante anche per lo stesso Armstrong, costretto a cantare tenendo costantemente lo sguardo basso per leggere il testo da un foglio incollato sul pavimento. La canzone riesce comunque ad approdare in finale, e soprattutto vale la pena rivedere il passaggio in Italia di uno dei più grandi musicisti della storia:

“Un’emozione da poco” (Anna Oxa, Sanremo 1978)

Sembrerà strano, ma sono passati quarant’anni dalla vittoria di Anna Oxa, che debutta al Festival con “Un’emozione da poco”, scritta da Ivano Fossati e Guido Guglielminetti. Di seguito vi riportiamo le dichiarazioni rilasciate dal Maestro Guglielminetti ai nostri microfoni: “Paradossalmente Fossati ed io eravamo le uniche due persone che non hanno mai dato troppa importanza a questa canzone. Naturalmente sbagliavamo, nel corso degli anni, infatti, ho avuto modo di ricredermi. Ma soprattutto la stupenda interpretazione di Paola Turci allo scorso festival di Sanremo, mi ha fatto capire che è una grande canzone.”
“Vita spericolata” (Vasco Rossi, Sanremo 1983)

“Voglio una vita spericolata, voglio una vita come quelle dei film. Voglio una vita esagerata, voglio una vita come Steve McQueen. Voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai, voglio una vita, la voglio piena di guai…”

Seconda partecipazione al Festival per il rocker di Zocca, che aveva debuttato l’anno precedente al Teatro Ariston con “Vado al massimo”. Risultato? Vasco arriva penultimo, dietro di lui soltanto Pupo. Penultima a Sanremo, certo, ma sicuramente rappresenta una delle canzoni più famose firmate Vasco Rossi.

“Perdere l’amore” (Massimo Ranieri, Sanremo 1988)

Finalmente ci siamo: dopo dieci anni di attività teatrale, per Massimo Ranieri arriva il momento di tornare alla musica. Una canzone destinata a finire dritta tra le più belle della storia della musica italiana, alla quale Massimo Ranieri aggiunge un’interpretazione vocale e mimica da brividi.
“Mistero” (Enrico Ruggeri, Sanremo 1993)

Diciamolo chiaramente: “Mistero”, tra le canzoni che hanno trionfato a Sanremo, è decisamente quella che presenta l’arrangiamento meno sanremese. Sono passati venticinque anni, Enrico Ruggeri è pronto a tornare in gara con i Decibel e, nel frattempo, ecco la performance del 1993:
A cura di Gennaro Bianco e Corrado Parlati

Corrado Parlati

Classe '95, studente di Medicina presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, giornalista per passione. Ho detto cose che potevo non dire, fatto cose che potevo non fare, visto gente che ha voluto vedere, tutto sempre con la stessa scusa: quella del rock 'n' roll.

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